12 Jun, 2026

Il riscaldamento globale accelera la resistenza dei batteri ai farmaci. Uno studio sulla salmonella associa per la prima volta i due fenomeni. Intanto le nuove strategie mediche puntano sulla personalizzazione delle cure.
Tra i risvolti inaspettati della crisi climatica c’è l’aumento dell’antibiotico-resistenza. Temperature elevate e inondazioni accelerano nel mondo la capacità dei batteri di sfuggire all’azione dei farmaci. Il calore aumenta il tasso di replicazione, ma facilita anche il trasferimento orizzontale dei geni di resistenza agli antibiotici. Uno studio su The Lancet Planetary Health, il primo di questo genere, ha osservato un aumento del 10% di questi geni nella Salmonella, tra il 1940 e il 2023. Soprattutto in Asia orientale, America latina, regioni caraibiche e del Pacifico. Con una diffusione dei geni di resistenza maggiore del 38% rispetto ai livelli precedenti al 2010.
Il fattore principale dell’antibiotico-resistenza resta comunque l‘uso improprio dei farmaci. Esperti di tutto il mondo – come quelli della rete di Fondazione Penta – si confrontano da anni su un tema cruciale per la sopravvivenza di milioni di persone le mondo. Le nuove strategie puntano sulla medicina personalizzata, ci racconta Julia Bielicki, docente di Malattie infettive pediatriche alla City St George’s University di Londra. “In passato si parlava di antibiotico resistenza riferendosi sempre e solo a un batterio e un farmaco. Ora parliamo in termini di percorso di cura: dobbiamo capire come quella malattia attacca quel paziente, e osservarne la reazione all’antibiotico. Non tutti i farmaci smetteranno di funzionare per tutti. Dobbiamo essere più bravi a capire chi è veramente a rischio”.
Tra le popolazioni più esposte, i bambini. La sepsi neonatale, resistente agli antibiotici, causa 800mila morti l’anno nel mondo. “Nei Paesi a basso reddito – continua Bielicki – il rischio sta aumentando. I bambini nascono sempre più in ospedale che a casa, e questo è un bene per la salute delle mamme. Ma in corsia i neonati sono più esposti a batteri resistenti. Stiamo lavorando insieme ai ricercatori africani al progetto SNIP-AFRICA per identificare terapie e dosaggi efficaci contro la sepsi neonatale. Puntiamo a individuare farmaci mai proposti per l’infanzia, che potrebbero funzionare per trattare le infezioni dei bambini. In questo la raccolta internazionale di dati è fondamentale. Lo abbiamo fatto per il Covid, questa è la nuova emergenza”.
Servizio e articolo a cura di Alessia Mari, RaiNews, TG Leonardo 12/06/2026. Link al servizio originale